Trota in torrente: pesca al tocco

Inizia ora una serie di articoli nei quali esporrò la mia personale visione delle varie tecniche di pesca. Prima protagonista: la pesca al tocco.

Pesca al tocco

La pesca al tocco è una delle tecniche dalla montatura più semplice, ma anche una delle più ardue da mettere in pratica: il segreto sta tutto nel saper interpretare i segnali della lenza, che va tenuta tra le dita, e capire quale sia il tocco della trota e quale quello di un sasso o simili, e tutto questo si impara solo con l’esperienza.

pesca_tocco

Come già detto, la montatura è delle più semplici e consiste di pochi elementi: alla lenza madre (io uso un monofilo di nylon del 0,20) va applicata una piombatura che varierà in base alle condizioni dell’acqua in cui andremo a pescare. Le possibilità sono essenzialmente tre: la corona di pallini, il piombo scorrevole a sfera e le olivette da montagna; come vedete dal disegno, io preferisco le olivette, e spesso ne uso solo una. La corona di pallini, infatti, soprattutto se si pesca in un fondale basso e sassoso, aumenta il rischio di incagliare, mentre la sfera scorrevole è semplicemente troppo pesante.
Alla lenza madre va poi attaccata una girella, per favorire la rotazione dell’esca, alla quale a sua volta attaccheremo un finale (che, per inciso, io ho sempre costruito con la stessa lenza madre, non capisco proprio quelli che usano fili di diametri diversi) di circa 30 cm con all’estremità un amo dell’8 o del 10. Opzionale, ma utile per riuscire sempre a rintracciare il filo in acqua, la presenza di un segnafilo, che può anche consistere in un semplice fiocchetto di lana rossa o gialla.
L’esca si adatterà al tipo di preda che andremo ad insidiare, per la trota io suggerisco le classiche camole del miele oppure, in alternativa, il lombrico.

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