Trota lago: pesca con il galleggiante

Sicuramente la pesca in acque libere può regalare delle emozioni che difficilmente si ritrovano nei laghetti sportivi, ma è anche vero che molti di noi hanno cominciato a buttare le lenze in acqua proprio in questi laghetti, per poi passare successivamente, con un po’ di esperienza alle spalle, a fiumi e torrenti. E valo lo stesso per me, che continuo a frequentare questi luoghi per affinare le abilità e sperimentare nuove tecniche.
È per questo che dedicherò una nuova rubrica alle tecniche più adatte ad insidiare le trote in queste cave a pagamento.

Pesca con il galleggiante

La pesca con il galleggiante è spesso e volentieri, tuttavia erroneamente, definita pesca alla passata. Erroneamente perchè per la passata è essenziale che l’esca sia in movimento, grazie al galleggiante che viene mosso dal vento o dalla corrente, mentre in laghetto si praticherà più che altro una pesca statica, salvo eccezioni di cui parlerò più avanti.

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La montatura assomiglia molto a quella della pesca alla passata: galleggiante (da 1 a 4 grammi può andar bene, in base a quanto lontano vogliamo lanciare), girella, e finale da 40 cm in fondo al quale legheremo un amo del 10 o dell’8. La piombatura va fatta con meno cura di quella della passata, le trote dei laghetti sono meno diffidenti di quelle delle acque libere: il peso totale dei piombi servirà a bilanciare il galleggiante, il primo potrà essere messo ad una decina di centimetri dall’amo, gli altri verranno posizionati a scalare.
Per quanto riguarda la tecnica, sono essenzialmente due le possibilità di pesca con il galleggiante: potremo optare per una pesca statica in caso di trote voraci, per la quale sarà sufficiente lanciare in acqua la lenza ed aspettare di veder sparire il nostro “sughero” sotto la superficie, oppure per una pesca di recupero, in caso di trote un po’ più apatiche che necessitano di essere stuzzicate, per la quale basterà riavvolgere la lenza mentre si farà saltellare l’esca con rapidi movimenti del cimino.
In caso di pesca statica, saranno da prediligere esche naturali, che potranno assicurare un minimo movimento in acqua, mentre per la pesca a recupero possono andar bene anche esche siliconiche.

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