Trota in torrente: pesca a spinning

Con un po’ di tempo a disposizione, torno a scrivere, e, in mancanza di catture degne di nota, lo faccio con quella che, al pari della pesca al tocco, è la mia tecnica preferita: lo spinning.

Pesca a spinning

Per capire come funziona questo tipo di pesca con esche artificiali, basta pensare al nome stesso, che deriva dal termine inglese per “girare”, “ruotare”, “mulinare”. Ciò che è essenziale in questa tecnica, infatti, è mantenere sempre l’esca in movimento girando, ruotando la manovella del nostro mulinello.

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La montatura varia in base all’esca che andremo ad usare, minimamente, ma cambia. Si tratta comunque sostanzialmente solo dell’esca attaccata alla lenza madre. Ciò che cambia è il modo di agganciare la nostra esca: se per l’uso di rotanti, ondulanti ed ami piombati è consigliabile l’utilizzo di una girella, utile ad imprimere all’esca la giusta rotazione, dotata di moschettone, moto funzionale in quanto ci permette di cambiare esca molto rapidamente; per quanto riguarda i minnow invece è preferibile legare l’artificiale direttamente alla lenza o, al massimo per comodità, agganciarlo tramite il solo moschettone, perchè, in questo caso, la girella non farebbe altro che provocare movimenti innaturali della nostra imitazione.
Posto che anche le esche naturali possono essere in qualche modo utilizzate in questo tipo di pesca, le migliori sono senz’altro quelle artificiali, che esaminerò nello specifico nei prossimi articoli. Per il momento, basti sapere che si possono dividere in cucchiaini, minnow ed esche siliconiche.

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