Gli abitanti del Sesia: la trota Fario

Secondo episodio della rubrica riservata ai pesci del Sesia, questa volta è il turno della trota fario.

Trota fario (Salmo trutta, morfotipo: fario)

trota_fario

La trota fario, come ogni varietà di trota conosciuta, appartiene alla famiglia dei Salmonidi. Ciò che la differenzia dalle altre varietà sono le caratteristiche macchie rosse che ne ricoprono il dorso ed i fianchi, tuttavia c’è da fare una distinzione tra la trota fario di ceppo mediterraneo e quella di ceppo atlantico.
Considerato che , anche all’interno dello stesso ceppo, la livrea del pesce cambia in base all’ambiente in cui vive, le due varietà citate sopra si possono distinguere grazie ad alcuni tratti tipici.
La fario mediterranea (figura 1), autoctona della nostra penisola, si riconosce grazie alla presenza, anche allo stato adulto, delle bande parr, ossia quelle fasce verticali più scure sui fianchi che negli altri Salmonidi spariscono dopo il primo anno di vita; altri tratti caratteristici di questa fario sono la macchia scura in corrispondenza dell’opercolo e la “disposizione” dei classici puntini rossi, molto fitti e piccoli.
La fario atlantica (figura 2), fortemente presente nei nostri fiumi poiché usata da tempo per i ripopolamenti, è priva di bande parr e di macchia opercolare, mentre i punti rossi sono più grossi, radi, spesso contornati di bianco e spesso affiancati, se non sostituiti, da una punteggiatura nera.

È la specie dominante nell’alto Sesia, mentre scendendo a valle viene via a via affiancata dalla trota marmorata e dagli ibridi con quest’ultima. Qui nelle acque libere di Borgosesia finora ho principalmente incontrato la varietà atlantica, sempre di modesta misura, mentre ho pescato belle fario mediterranee nei torrenti nascosti che scendono dalle montagne intorno alla città e che si buttano poi nel Sesia.

Poichè la trota fario è un pesce abbastanza territoriale che predilige zone del fiume ricche di anfratti nei quali rintanarsi, è bene cercarla nei pressi di queste buche. Si nutre principalmente di invertebrati, ma con l’aumentare delle dimensioni diventa anche ittiofaga. Detto ciò, le tecniche con la quale insidiarla sono molteplici, dalla mosca alla passata, dalla pesca a fondo allo spinning alla pesca al tocco.

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