Gli abitanti del Sesia: il temolo

Inizia ora una rubrica che si occuperà di descrivere gli abitanti del fiume Sesia, i pesci che finora ho pescato e quelli che spero di pescare almeno una volta nella mia carriera di pescatore.

Temolo (Thymallus thymallus)

temolo

Il temolo, come la trota, fa parte della famiglia dei Salmonidi. È caratterizzato da una pinna dorsale particolarmente prominente, soprattutto nei maschi; il dorso ed i fianchi, di colore prevalentemente grigio, sono ricoperti di scaglie ben visibili (nel disegno è presente solo un particolare), mentre il ventre è tendente al bianco, nella parte anteriore si possono riconoscere macchioline nere disposte in modo irregolare; la pinna dorsale presenta sfumature tendenti al rosso ed al viola, mentre il colore della grossa pinna caudale, bilobata, varia in base alla provenienza del temolo: con sfumature arancioni per quelli di provenienza austro-slovena, tendenti al blu negli esemplari autoctoni del fiume Sesia, e più genericamente, del bacino padano.

temolo_coda_valsesiano                                                      Coda tipicamente azzurra del temolo del Sesia

Nel fiume Sesia la popolazione di temoli si è molto ridotta, per due principali motivi: l’alluvione che colpì la valle nel 1994 ha ucciso moltissimi esemplari, e i progetti di ripopolamento che sono seguiti a quell’evento hanno trovato nel cormorano un nemico davvero ostico da affrontare. Al momento attuale i pochi esemplari presenti nel fiume si concentrano nel tratto che va da Campertogno a Varallo Sesia (tratto gestito dalla SVPS),  mentre nelle acque dove pesco e pescherò, quelle libere di Borgosesia, non ne ho ancora incontrati. Sarà difficile che la situazione possa migliorare a breve termine.

Il temolo è solito riunirsi in branchi, e si ciba prevalentemente di invertebrati, sia in superficie sia sul fondo. Il metodo migliore per insidiarlo quindi è la pesca a mosca, ma anche la tecnica della passata potrebbe dare i suoi frutti.

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