Apertura trota: come affrontarla al meglio

Dopo qualche mese di forzato letargo, in Febbraio orde di pescatori si destano e si riversano nei “territori di caccia” preferiti, con la speranza che una scappottata all’apertura sia di buon auspicio per la stagione a venire.
Ma come affrontare al meglio questa giornata?

Lo spot

Di fondamentale importanza sarà la scelta del luogo di pesca: se è vero che nel corso principale dei fiumi la possibilità di andare a segno sarà maggiore grazie soprattutto alle semine, è anche vero che nei torrenti secondari, meno battuti e spesso e volentieri esenti da immissioni, la difficoltà maggiore procurerà una soddisfazione doppia nel caso in cui riuscissimo a scappotare.
Se quindi è il divertimento e la quantità che cercate, le zone soggette ad immissioni sono quello che fa per voi, mentre se preferite l’adrenalina di scovare una trota selvatica nel suo ambiente naturale e di riuscire a trarla in inganno con la vostra esca, i piccoli torrenti secondari fanno al caso vostro.

La “preda”

Chiaramente si sta parlando di apertura della pesca alla trota, quindi il nostro obiettivo sarà la regina dei salmonidi.
Le iridee “pollo” che saranno immesse poco prima dell’apertura assicureranno quantità e divertimento, anche se meno combattive di quelle selvatiche, ed essendo probabilmente state seminate affamate attaccheranno qualsiasi esca si presenti loro. Per insidiare queste trote sarà opportuno cercarle nelle grosse lame, o comunque in quelle zone dove la portata d’acqua è maggiore.
Le combattive fario tenderanno invece a stazionare dove la corrente si fa più sostenuta, spesso e volentieri in quelle buchette alla base dei rovesci che tanto stuzzicano la fantasia dei pescatori.
Dulcis in fundo la più ambita di tutte, la trota marmorata: per insidiarla dovremo concentrarci sulle buche più profonde, dove questa tende a nascondersi e a cacciare.

La tecnica

Passiamo ora alle tecniche da usare: i puristi dello spinning non rinunceranno alla loro tecnica preferita, che darà sicuramente soddisfazioni, ma personalmente ritengo che passata e tocco all’apertura siano più efficaci: per farla breve, penso che una pesca con esche naturali possa in questo periodo portare a maggiori soddisfazioni.
Non voglio sbilanciarmi sulla pesca a mosca, alla quale mi sono avvicinato da poco, ma credo che Febbraio non sia un mese ricco di schiuse, ragione per la quale non mi sentirei di consigliarla, anche se, come sopra, i puristi non ci rinunceranno e sicuramente riusciranno ad effettuare buone catture con la loro esperienza.

Cura dei particolari: attrezzatura ed abbigliamento

Per finire, qualche accorgimento che potrebbe fare la differenza.
Per quanto riguarda l’attrezzatura, fondamentale un check-up prima dell’apertura: controlleremo che canne e mulinelli non abbiano subito danni da umidità, e nel caso il filo in bobina sia un po’ vecchio ed abbia ormai troppa memoria dovremo provvedere a cambiarlo.
Capitolo abbigliamento: dopo mesi senza segni di attività sulle sponde del fiume, le trote tenderanno ad essere più guardinghe e diffidenti, saranno quindi d’obbligo i colori neutri. Non dimentichiamoci poi che a Febbraio saremo in inverno inoltrato: un’abbigliamento a strati è quel che fa al caso nostro, così da avere la possibilità di svestirsi nel caso le temperature si faranno più miti.

Con questi consigli spero di esservi stato utile, ovviamente tutto si rivelerà vano se la sfortuna sarà contro di noi, quindi non dimentichiamoci del fondamentale fattore c!

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2 thoughts on “Apertura trota: come affrontarla al meglio

  1. Rischiando il cappotto l’apertura alla trota la affronterò a mosca cercando di insidiarle a ninfa e a streamer

    1. Come ho detto, ho approcciato la mosca da pochissimo tempo, da 4 mesi circa, quindi non ho ancora abbastanza esperienza per sbilanciarmi.
      Io credo proprio che opterò per il tocco, da vedere se con camola o lombrico; spero che tu mi faccia sapere se l’apertura a mosca sarà andata bene 😉

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